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La cucina toscana: i piatti tipici

La cucina toscana: i piatti tipici

La Toscana è un territorio ricco di storia, arte.. e cibo!

Volterra è uno dei borghi toscani in cui poter conoscere le ricette tipiche di un tempo, ricche di tradizione e sapori passati.

Quali sono i piatti tipici toscani?

Le prelibatezze toscane sono infinite, in questo articolo vi parleremo delle più famose!

La cucina toscana, sobria ed essenziale

Iniziamo con il piatto che rappresenta la toscana per eccellenza: la Pappa al pomodoro. Da sempre considerato un elemento povero, la pappa al pomodoro in questi anni è tornata ad essere uno dei piatti più amati: di origini contadine, i suoi ingredienti principali sono pomodoro, pane toscano raffermo, olio extravergine d’oliva toscano, aglio, basilico, sale e pepe. Non farti illudere dalla sua semplicità, la pappa al pomodoro è una vera e propria star: resa famosa da Giamburrasca, è stata poi celebrata in una canzone da Rita Pavone!

Un altro piatto tradizionale dall’importanza storica per il territorio volterrano è poi la Trippa alla volterrana: in un passato abbastanza recente, ogni lavoratore di alabastro, artigianato artistico della zona di Volterra, aveva l’abitudine di mangiare per colazione la trippa accompagnata da baccelli, affettati e pecorino. Per questo forte attaccamento alla storia, è uno dei piatti di cui Volterra è più orgogliosa!

Adesso è la volta della carne nostrana: se ti trovi a Volterra non mangiare il Cinghiale alla volterrana è un vero e proprio peccato! Un piatto dal sapore intenso e profondo, bocconcini di carne rosolati e sfumati con un ottimo vino rosso ed accompagnati da olive nere dolci!

Formaggi e salumi toscani, una tradizione secolare

Non dimenticarti che Volterra è una terra ricca di formaggi e salumi: famosissimo il Pecorino delle Balze Volterrane DOP dal sapore dolce ma piccante e dal retrogusto di cardo selvatico, erbe aromatiche e fiori, e il Prosciutto di cinta senese, dal gusto intenso ma bilanciato.

La Toscana è famosa nel mondo per essere la regione dei tartufi: due città in particolare sono associate a questa eccellenza, San Miniato e Volterra. In quest’ultima potrai assaporare due tipi di tartufo: il tartufo Bianchetto o Marzuolo e il tartufo Nero Estivo o Scorzone.

I dolci tipici della Toscana

Per chiudere questo menù virtuale, non ci resta che parlare dei dolci. Cantucci e Vinsanto, Panpepato e Panforte sono i tre elementi con cui la maggior parte dei turisti decide di concludere la propria cena, scegliendo appunto i prodotti che rendono la Toscana famosa nel mondo.

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L’elenco delle prelibatezze che vi abbiamo proposto, sarà accompagnato da tre prodotti del patrimonio culinario toscano: pane toscano, caratteristico a tal punto da aver acquisito la denominazione DOP nel 2014, il vino di questa fantastica terra e l’olio di extravergine d’oliva.

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In questo elenco ti consigliamo un piatto che un’osteria del centro ha scelto come simbolo della propria cucina: l’Uovo! Associato ogni volta ad un prodotto diverso che segue le stagioni, Osteria Fornelli ti propone questo piatto della cucina tradizionale di tutti i giorni rivisto con cotture e dettagli particolari.

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Se vuoi assaporare le specialità che ti abbiamo appena descritto, devi assolutamente venire a provarle in questi due luoghi: Bistrot Volaterra, il regno dei taglieri e del vino, e Osteria Fornelli, in cui la cucina tradizionale e stagionale trova la propria dimensione.

Ringraziamo cortesemente Bistrot Volaterra e Osteria Fornelli per averci fornito le immagini dei piatti presenti dell’articolo.

 

Cosa vedere a Volterra in un giorno

Se sei alla ricerca di un tuffo nel passato, Volterra è il posto giusto per te.

Posizionata in un punto strategico della Toscana, vicina a Firenze, Pisa, e Siena, Volterra è uno dei centri medievali più visitati d’Italia.

Caratterizzata dalle sue origini etrusche e romane, Volterra è un borgo antico arroccato sulle splendide colline toscane da cui potrai ammirare meravigliosi panorami mozzafiato.

Se sei qua di passaggio o hai poco tempo a disposizione, ti suggeriamo alcuni luoghi che non puoi assolutamente perderti e qualche locale in cui fermarti ad assaporare i prodotti tipici di questa terra!

Visitare Volterra in un giorno? Seguici e ci riuscirai!

I posti da visitare a Volterra:

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Foto di Davidoof

Piazza dei Priori

Passeggiando per le strette strade della città, tra case di pietra e piccoli archi, arrivi nel cuore del borgo volterrano, Piazza dei Priori, simbolo di una fiorente attività mercantile che ha lasciato il proprio segno nella storia medievale del nostro paese.

Se vai nel centro della Piazza e fai un giro di 360°, sarai avvolto dalla maestosità e dalla bellezza delle strutture che fanno da padrone: Palazzo dei Priori, Palazzo Pretorio, Palazzo vescovile e alcune dimore delle famiglie più influenti della città.

Costruito a ridosso del Duomo, Palazzo dei Priori è l’attuale sede del comune e deve il proprio nome al titolo che gli Anziani, primi residenti del palazzo, assunsero seguendo le orme delle cariche fiorentine. La facciata del palazzo è decorata da targhe di terracotta rappresentanti gli stemmi delle più ricche famiglie della città; all’interno, sono invece conservati affreschi e dipinti.

Eretto a metà del XIII secolo, Palazzo Pretorio è stato sede dei Podestà ed è caratterizzato dalla famosa Torre del Porcellino, chiamata così per la presenza di un cinghiale in pietra volterrana che sporge dall’ultima finestra.

A fianco del Palazzo dei Priori, troviamo Palazzo Vescovile, nato come Casa dei Grani e passato ad edificio Vescovile soltanto dopo il 1472 quando la sede dei Vescovi venne rasa al suolo.

Quando hai finito di visitare questa splendida piazza, a solo pochi metri potrai trovare il Bistrot Volaterra in cui assaporerai il gusto autentico dei prodotti tipici toscani facendoti rapire da un’atmosfera in cui passato e presente convivono.


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Il Duomo

Entrando nel Duomo di Volterra sarai rapito dal silenzio e dalla luminosità dei suoi dettagli che ti aiuteranno ad immedesimarti in un’atmosfera sacra e senza tempo.

Ricostruita intorno al 1120, la chiesa di Santa Maria Assunta è stata ampliata nei secoli successivi ed è per questo che assistiamo alla presenza di diversi stili architettonici, in particolare romanico e rinascimentale.

Il battistero a base esagonale del III secolo, è situato nella parte opposta della cattedrale e per quanto possa apparire piccolo, al suo interno conserva una fonte battesimale del 1502.


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La Fortezza Medicea

Imponente e maestosa, la Fortezza Medicea sorge sul punto più elevato del colle ed è costituita da due corpi: la Rocca Antica, o “Femmina”, eretta nel 1342 con la torre a forma semiellittica e la Rocca Nuova, composta dal “Mastio” e dalla corte muraria, innalzata da Lorenzo de’ Medici nel 1474 due anni dopo aver espugnato e preso il comando della città.

Nata per scopi militari ed impedire ribellioni, oggi la Fortezza Medicea accoglie i detenuti del carcere giudiziario e non è quindi visitabile; potrai però goderne la bellezza passeggiando nello splendido parco che la circonda.


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Il miglior punto panoramico di Volterra

Uno dei migliori punti panoramici di Volterra è senza dubbio la vista che ci regala Piazza Fornelli dove lo sguardo nelle giornate più chiare e terse, scivola sulla vallata circostante riuscendo a raggiungere le isole di Capraia e di Corsica.

Non limitarti a rilassare il tuo animo, rilassa anche il tuo palato fermandoti all’ Osteria Fornelli dove potrai assaporare i piatti tipici toscani rivisitati in chiave moderna creati con materia prima a km zero seguendo lo scorrere delle stagioni.


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Foto di www.museivaldicecina.it

La Pinacoteca

Collocata nel Palazzo Minucci Solaini dal 1982, la Pinacoteca di Volterra fu costruita nel 1905 grazie allo storico Corrado Ricci. La struttura raccoglie opere di grande interesse storico- artistico di vario genere dalla Deposizione dalla croce del Rosso Fiorentino alla Madonna col bambino e santi di Baldassarre Franceschini.


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Teatro romano e area archeologica

Situato al di fuori delle mura di Volterra, possiamo visitare il teatro romano.

In epoca romana l’intera zona archeologica di Vallebuona è stata soggetta ad un’intensa attività urbanistica che ha visto la costruzione di un teatro ed un impianto termale.

Negli anni 50 un progetto di scavi ad opera di alcuni ricoverati dell’ospedale psichiatrico, portò alla luce i resti di queste strutture attualmente visibili.


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Porta all’Arco

Accedere a Volterra è possibile tramite ben sei porte poste lungo la cinta muraria etrusca. La più antica e resistente ai mutamenti storici, si trova a sud ed è la Porta all’ Arco, opposta a Porta Diana che caratterizza invece il lato nord: costruita a secco con grandi blocchi di tufo, è la principale porta d’entrata della città. Passandovi sotto, il visitatore si sentirà osservato da tre statue, probabilmente Giove, Castore e Polluce, quest’ultimi protettori della città.

Natale a Volterra 2018, il calendario di tutti gli eventi

Si accendono le luci delle feste, e chi sceglierà le colline pisane quest’anno potrà trovare un’atmosfera incredibile.

Il Natale a Volterra si respira già nell’aria da sabato 8 dicembre, giorno in cui è stato acceso a Piazza dei Priori il maestoso albero di 14 metri illuminato con mille metri di luci a led. In contemporanea sono state accese tutte le luminarie presenti nelle vie cittadine.

L’attesa della festa più attesa dell’anno porta con se già i primi segni: potrete trovare i mercatini e la pista di pattinaggio, l’ufficio postale di Babbo Natale con laboratori fiabeschi, le luci che illuminano strade e case. Il profumo delle bevande e dei piatti tipici del periodo, delle famiglie che preparano le ricche cene per gli amici e i loro cari.

E poi animazioni e spettacoli per le vie del centro, concerti e molto altro. I bambini che si rincorrono sotto l’Albero di Piazza dei Priori. La nebbia che filtra i bagliori delle luminarie sulle case. Combinazione perfetta di una moltitudine di elementi che rende questo periodo speciale. Il Natale vive di situazioni, sensazioni ed eventi che si incastrano alla perfezione, come per incanto, a formare una dimensione unica e irripetibile di magia e serenità. Ed è proprio la combinazione di eventi e suggestioni a caratterizzare e rendere speciale il Natale a Volterra.

Tutti gli eventi del Natale a Volterra

Grazie alle sinergie e alla collaborazione tra Amministrazione comunale, il Centro Commerciale Naturale, la Fondazione CRV, le Contrade e tutta la cittadinanza, il calendario natalizio di quest’anno sarà molto ricco. Gli eventi sono già stati pensati e progettati già dal mese di agosto.

Ecco cosa vi aspetta:

7-24 dicembre 2018
Apertura mercatini artigianali alle Logge di Palazzo Pretorio

Natale a Volterra 2018

15 dicembre 2018

Ore 14,00 dal Museo Diocesano, un percorso di letture itineranti sul tema Natività, punteggiato da soste presso le attività volterrane a cura della Cooperativa Vademecum.

Alle 17,00 Contrada Porta a Selci e negozianti di San Lazzero organizzano una merenda speciale. Canti di “Apparenti Stonature” e “Scuola dell’infanzia Cappuccini”. Chissà se Babbo Natale nel suo VILLAGGIO A San Lazzero.

Animazione per bambini alle Logge di Palazzo Pretorio
Teatrino di Santa Chiara ore 16,00 : Festa di Babbo Natale a cura della Contrada di S. Giusto.

17 dicembre 2018
Il ciuchino di Babbo Natale porterà un dolce assaggio ai più piccoli. In collaborazione con la contrada di San Giusto.

20-24 dicembre 2018
Consegna a domicilio dei regali da Babbo Natale che quest’anno arriva con la… mucca.

20-24 dicembre 2018
Contrada di S. Alessandro in un’atmosfera di luce natalizia; ecco dov’erano le renne di Babbo Natale!

22 dicembre 2018
Animazione alle logge di Palazzo Pretorio.

24 dicembre 2018
Un folletto spregioso, ruzzaione e frizzante come l’aria volterrana animerà le vie della città.

28 dicembre 2018
“L’aperitivo dell’anno che fu”. Via A. Gramsci. La contrada S. Agnolo offrirà un brindisi, stuzzichini e… un po’ di animazione
Premiazione delle letterine di Babbo Natale recapitate all’ufficio postale del Giardinetto

31 dicembre 2018
Festa di fine anno in Piazza dei Priori: “Human traffic”con musica e spettacolo pirotecnico.

1 gennaio 2019
Concerto di Capodanno al Teatro Persio Flacco Rassegna musical The Concerto,
In occasione degli auguri di Natale
Concerto gospel St. Jacob’s Choir
E si svolgeranno in Teatro nel periodo di Natale.

1 gennaio 2019
ore 17 Concerto Lirico di Capodanno
Orchestra Lirico Sinfonica del Teatro dell’Opera di Volterra
con i tre tenori Tiziano Barbafiera, Leonardo Sgroi, Carlo Messeri.

4 gennaio 2019
Canti itineranti per le vie del centro in sapor di passato.

5 gennaio 2019
Animazione per bambini alle logge di Palazzo Pretorio.

6 gennaio 2019
Salvataggio e festa della Befana in Piazza dei Priori a cura del corpo dei Vigili del Fuoco.

Volaterra v’invita alle Feste

Anche Volaterra proporrà un dicembre speciale, denso di eventi, per accompagnare le festività con cultura, musica, buona tavola e divertimento.

Ecco il calendario dei nostri appuntamenti in programma per Dicembre:

22 DICEMBRE
Concerto live di Dr John & Mr Lord, duo acustico con repertori country e rock.

23 DICEMBRE
ore 17:00 presentazione del romanzo “Raccontarsi”. Presentazione a cura di dott.ssa Olga Bardi e letture di Chiara Bruschi.
L’autrice Annapaola Andreini eseguirà inoltre alcuni intermezzi di canto.

24 DICEMBRE
Puro Vinile Xmas Edition. Dj-set con Tony Verace.
A grande richiesta la Vigilia di Natale torna anche la LOTTERIA con estrazione a sorte di tanti premi.

31 DICEMBRE

Grande Notte con dj set, bollicine e sorrisi.

Vi ricordiamo inoltre che il 25 dicembre Volaterra rimarrà chiuso, mentre il 26 dicembre sarà aperto dalle 15.00 in poi.

Tartufo di Volterra, diamante della cucina toscana

Tra le tante ricchezze che spinge molti viaggiatori a Volterra c’è il prezioso tartufo bianco.

Nel corso degli ultimi decenni il Tartufo di Volterra è diventato un elemento di grande richiamo per appassionati di eno-gastronomia di tutta Italia, insieme al gemello tartufo bianco che cresce nei pressi di San Miniato, sempre in provincia di Pisa. Nelle fiere di Volterragusto è ormai il protagonista indiscusso.

Nei pressi di Volterra i maestri tartufai si ritrovano da sempre con i propri segugi addestrati: cercano questo diamante nei boschi che stanno a ridosso della cittadina, in particolare sotto querce e lecci. 

Quali tartufi troviamo a Volterra

Il più pregiato delle produzioni volterrane è il tartufo bianco, il Tuber Magnatum, dal latino Magnatus che significa appunto ricco, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Le difficoltà nel reperirlo e la sua rarità lo rendono un prodotto molto prezioso, anche dal punto di vista economico, infatti il suo costo si aggira tra i duemila e i 2500 euro al chilogrammo.

Il costo si decide nell’incrocio tra domanda e offerta, e tantissimo incidono le condizioni atmosferiche dell’estate. Piogge abbondanti possono determinare raccolte più generose, e un conseguente abbassamento dei prezzi, proprio come accaduto in questa stagione nella zona di Alba e Acqualagna. Un’altra variabile del prezzo è nelle pezzature, ovvero le dimensioni del fungo. Maggiore sarà la grandezza del tartufo, maggiore sarà il prezzo. Pezzi più piccoli, a parità di peso, hanno costi sensibilmente inferiori.

La raccolta dei tartufi è un’arte che non tutti possono esercitare, infatti i tartufai possiedono un’autorizzazione speciale da parte della Regione Toscana e sostengono inoltre un esame di idoneità. Come da tradizione si fanno accompagnare da cani addestrati nella ricerca del pregiato fungo ipogeo, e dall’apposito strumento, il cosiddetto vanghino (detto altrove vanghetto).

Volterra non è famosa soltanto per il tartufo bianco, ma per altre due varietà molto apprezzate. Parliamo del tartufo scorzone, dal sapore decisamente aromatico, e del piccolo tartufo marzuolo, la cui raccolta va da metà gennaio sino ad aprile.

Dal 1998 l’associazione tartufai dell’alta Val di Cecina, riunisce i cavatori di Volterra e dei comuni limitrofi, e ha come scopo la conservazione e la tutela dei terreni boschivi e non solo in cui è possibile trovare i tartufi.

 

Una ricetta con il tartufo di Volterra

Lo chef Davide Interdonato di Osteria Fornelli vuole omaggiare i lettori di Volaterra Magazine con una ricetta molto apprezzata. I tagliolini al tartufo, un grande classico della tradizione gastronomica toscana.

Tagliolini caponi, cacio pepe e tartufo

Ingredienti:

Tagliolini caponi
Pecorino Maschio Lischeto 50g
Parmigiano stagionato 24 mesi 50g
Pepe
Burro al tartufo
Tartufo bianco di Volterra

 

Preparazione

Portare ad ebollizione l’acqua salata.
Immergere i tagliolini e cuocerli per 1 minuto. A questo punto scolate la pasta e conservare l’acqua di cottura.
Nel frattempo in una padella sciogliere una noce di burro al tartufo, unirvi la pasta scolata e aggiungere un mestolo di acqua di cottura. Cucinare per altri due minuti a fiamma viva.
Spegnere il fuoco e aggiungere il pecorino e il parmigiano grattugiati, amalgamare la pasta e se occorre aggiungere altra acqua di cottura fino ad ottenere una salsa corposa ed omogenea.
Impiattare i tagliolini e colarci sopra con l’ausilio di un cucchiaio la salsa ottenuta.
Con il macinino grattare il pepe a proprio piacimento sopra la pasta e infine aggiungere scaglie di tartufo bianco fresco.

Medici 3 a Volterra: tornano le riprese della grande fiction Rai

Le riprese de “I Medici 3” sono già partite a Volterra e la centrale Piazza dei Priori è oramai definitivamente trasformata per la realizzazione del nuovo capitolo della famosa fiction targata Rai e Luxvide.

Un appuntamento, ma soprattutto un’importante opportunità per Volterra che, grazie a questo super spot pubblicitario, sta mostrando a tutta Italia e all’estero le meraviglie architettoniche di una città unica. Una festa che coinvolge tutti i volterrani, dai cittadini scelti per far parte del gruppo delle comparse alle attività economiche legate al turismo.

Peraltro le riprese dei Medici si stanno svolgendo in un momento particolarmente vivace per città etrusca, infatti si sono svolte in concomitanza con l’edizione 2018 di Volterragusto.

Anche la “premiere” del 23 ottobre con le due puntate che aprono la seconda stagione è stato un evento che ha riscosso grande successo a Volterra richiamando persone da molte parti della Toscana. Al cinema centrale la proiezione dei due episodi in concomitanza con la messa in onda sulle reti RAI è stato un evento partecipatissimo, vedendo anche la presenza di attori della seconda stagione come Aurora Ruffino, Sebastian De Souza e Pietro Ragusa, mentre per la terza serie erano presenti Francesco Montanari, Jack Roth, Louis Partridge, Jack Dudman e Tody Regbo.

Medici 3: cosa accadrà nella nuova stagione?

E’ difficile fare previsioni sulla terza stagione. Comunque è confermato il ritorno di un personaggio che sarà protagonista de I Medici 2. Infatti è certa nella terza stagione la presenza di Daniel Sharman nei panni di Lorenzo il Magnifico. L’attore britannico, famoso per Teen Wolf e Fear The Walking Dead, ha raccontato in un’intervista: “Devo presto tornare a filmare la terza stagione, dove Lorenzo combinerà una quantità pazzesca di cose”.

Altra indiscrezione è la presenza del grande attore italiano Francesco Montanari nel ruolo di Girolamo Savonarola, il frate che cercò di mondare i costumi della Firenze rinascimentale e si oppose alla corte dei Medici.

Non sono ancora trapelati rumors sulla trama della terza stagione de I Medici. Sicuramente fulcro de I Medici 2 sarà la Congiura dei Pazzi, famiglia rivale a quella dei Medici, ma ancora non sappiamo se la terza stagione riprenderà dove la precedente termina o se assisteremo ad un salto temporale, come successo tra la prima e la seconda stagione.

Come dicevamo su RAI 1 è in programmazione già la seconda stagione, per chi avesse perso le prime puntate di questo nuovo, avvincente capitolo della dinastia che rese gloriosa Firenze, può vederla accedendo al portale www.raiplay.it dove, oltre alla repliche, sarà possibile scoprire il backstage, video ed interviste.

Dagli Etruschi al vino biologico: la via dell’eccellenza del Podere La Regola

Nel territorio di Riparbella, non lontano da Volterra e altrettanto vicino alla costa di Cecina, sorge una delle realtà vinicole in più rapida ascesa nel panorama toscano. Stiamo parlando del Podere La Regola, azienda che affonda le sue radici già nei primi del 900. All’epoca la famiglia Nuti produceva appena 30 damigiane, che servivano per il consumo familiare e pochi altri amici.

Da allora la famiglia Nuti di strada ne ha fatta. Nel 1990 i piccoli vigneti de “La Regola” diventano un’azienda vera e propria, grazie all’intuizione di Luca Nuti, che studia agraria e curerà e implementerà poi i vigneti e tutta la filiera, e suo fratello Flavio, avvocato con la passione del vino, che invece gestirà tutta la parte amministrativa e marketing, nonché i rapporti commerciali con l’estero.

Oggi i fratelli Nuti tengono le redini di un’azienda che anno dopo anno ottiene prestigiosi riconoscimenti per le proprie produzioni. Non ultimo il premio Tre Bicchieri 2019 di Gambero Rosso, che quest’anno segnala Podere La Regola tra i migliori vini toscani con il suo “La Regola ’15”, cabernet franc in purezza.

I fratelli Nuti non sono solo grandi produttori di ottimi vini, ma anche attenti “ascoltatori” del territorio e della storia. La loro nuova cantina infatti sorge proprio accanto al sito etrusco “Belora” risalente al VII sec. A.C., e la struttura è autonoma dal punto di vista energetico e a bassissimo impatto ambientale. Il monumentale affresco ospitato nella barriccaia è ispirato agli Etruschi ed al loro “Somnium”, realizzato dall’artista Stefano Tonelli. Un’opera che esprime il legame spirituale del popolo Etrusco con il vino trovato all’interno di molte anfore come corredo funerario.

Abbiamo incontrato Flavio Nuti per parlare del presente di Podere La Regola, ma anche per scoprire quali saranno i prossimi passi di questa grande azienda.

cantina podere la regola magazine volaterra
Flavio Nuti

 La vostra storia come azienda inizia oltre vent’anni fa… ma si può dire che le radici affondano ai primi del ‘900, quando la vostra famiglia s’installò a Riparbella e iniziò a produrre vino per uso familiare. Qual è stato il momento esatto in cui avete capito che bisognava puntare su un brand totalmente vostro?

Quando mio fratello Luca si laureò in agraria all’Università di Firenze, si aprì un nuovo scenario: fare vino in modo imprenditoriale dato che in quel momento iniziavano, sulla spinta di successi come il Sassicaia, Ornellaia e Guado al tasso, a nascere nuove aziende nell’area di  Bolgheri . Noi siamo stati i primi a credere in un terroir, già noto agli Etruschi, eccezionale per fare grandi vini di personalità in una zona come il Comune di Riparbella.

Si è conclusa da poco la vendemmia. Come è andata, potete già sbilanciarvi in qualche giudizio sull’annata?

Una buona annata seppur non di quantità ancora al di sotto dei livelli del 2015 e 2016.

Cosa significa oggi fare vino biologico? E perché avete compiuto questa scelta?

Abbiamo sempre seguito metodi di coltivazione della vite tradizionali, come ci avevano tramandato i nostri nonni, ma era necessario andare oltre e non solo per logiche di mercato, e seguire un metodo ancora più naturale come quello biologico, ripudiando l’uso di prodotti chimici di sintesi per restituire alla vite la sua naturale vigoria.
Il vino si fa in vigna e non in cantina, e quindi è la salute della vigna che restituisce al vino caratteristiche uniche e tipiche del terreno su cui cresce e si sviluppa  in sintonia con l’ambiente che la circonda. È il concetto di terroir sviluppato con successo dai cugini francesi.

Avete all’attivo ormai ben 12 etichette, e quello che sorprende della vostra produzione è la presenza di scelte coraggiose in Toscana, come uno spumante brut “Metodo Classico”, parallelamente all’attenzione verso vitigni autoctoni, come sangiovese e vermentino, o ad altre colture internazionali. Che storia c’è dietro la nascita di una nuova etichetta?

Abbiamo semplicemente seguito il percorso che questo eccezionale terroir ci suggeriva. Man mano che la superficie vitata cresceva , potevamo selezionare vini con proprie caratteristiche, passando dal blend di più vitigni a uvaggi in purezza. Infatti il nostro Cru La Regola, che oggi ha compiuto 20 anni da supertuscan, con un uvaggio di sangiovese, merlot e cabernet è, con l’annata 2015 – anno di completa conversione delle vigne al biologico – completamente cabernet franc in purezza.
Ma in questo percorso il sangiovese, come l’autoctono vermentino, non sono stati dimenticati ma mantenuti e vinificati in purezza. Quindi ogni vino è frutto di una accurata scelta fatta in vigna e non in cantina. Anche il brut metodo classico millesimato non dosato, l’ultimo nato, è il risultato di una sperimentazione di oltre 10 anni, con impianto di vitigni come il manseng, che solo noi per primi abbiamo, ritengo con buon successo, spumantizzato in Italia piantando circa 1 ettaro nella parte vicina al fiume.

Il vostro legame con il sole, gli elementi naturali e gli Etruschi è presente sin nel logo del Podere La Regola. I vostri vini si sposano così ad una storia millenaria, ovvero quella dei popoli dell’Etruria che dalla costa tirrenica risalivano l’entroterra toscano sino a Volterra. Tuttavia non siete solo legati al passato, ma anche al territorio del presente, con l’edificazione di una cantina ecocompatibile, le cui linee essenziali si sposano con il paesaggio circostante. Chi ha contribuito a dare questo volto “green” alla vostra azienda?

Volevamo fare non solo vino ma comunicare un territorio e le sue tipicità. La nuova cantina eco-sostenibile è per noi “un’ambasciata” che valorizza non solo l’arte di fare vino, ma l’arte di fare cibo e l’arte in quanto tale.
Infatti la nostra cantina ha anche uno spazio di accoglienza, una sala per convegni e riunioni con una cucina professionale per fare eventi legati al cibo locale con l’ausilio di chef, anche stellati (abbiamo realizzato proprio un libro aziendale dal nome “La regola degli chef ), e al suo interno elementi artistici ed architettonici che la impreziosiscono, come la barricaia interamente affrescata (opera unica nel suo genere) dall’artista Stefano Tonelli per 46 metri lineari e 4 metri di altezza ispirata allo spirito degli Etruschi che nei secoli hanno vissuto e prodotto vino in questo luogo noto come l’antico villaggio di Belora risalente al VII sec. a.C.
Un lavoro che ha ricevuto il premio speciale internazionale “la Fabbrica nel paesaggio” da parte della Federazione dei clubs e centri UNESCO e dal Ministero dei beni culturali , e il premio Eco-frindely da parte del Touring club Italiano.

Oggi avete rapporti anche con clienti esteri. Quali canali sfruttate per promuovere i vostri prodotti all’estero?

Stiamo potenziando la nostra presenza nei mercati europei ed extraeuropei con una comunicazione mirata, partecipando alle fiere del vino e workshop e utilizzando oltreché il nostro sito web soprattutto i canali social, grazie anche al sostegno Comunitario offerto dall’OCM vino.

Ad oggi contate circa 20 ettari di vigneti, ma sappiamo che volete espandervi. L’idea è di andare anche fuori dalla zona di Riparbella? Come vedete il futuro del Podere La Regola?

Stiamo mettendo a dimora altri 5 ettari di vigneto di cabernet franc, di sangiovese e vermentino  per aumentare la produzione che oggi si attesta sulle 100 mila bottiglie proprio per sostenere la commercializzazione dei nostri vini non solo in Italia ma soprattutto all’estero.
Siamo fiduciosi quindi di una crescita che consenta di consolidare i mercati attuali e intraprenderne di nuovi senza perdere la nostra dimensione “artigianale” e di qualità.

Al via Volterragusto 2018, tutti gli eventi da non perdere

Anche quest’anno l’autunno toscano in tavola ha il sapore di Volterragusto 2018.

Sabato 27 e domenica 28 ottobre, e ancora dall’1 al 4 novembre, le piazze di Volterra saranno animate da uno dei più importanti eventi che ogni anno raduna appassionati delle eccellenze enogastronomiche toscane.

Cuore dell’evento sarà la XXI edizione della MOSTRA MERCATO DEL TARTUFO BIANCO E DEI PRODOTTI TIPICI DELL’ALTA VALDICECINA (in Via Gramsci e Piazza XX Settembre) che dalle 10 alle 20 celebrerà Sua Maestà il tartufo, affiancato dai tanti piccoli produttori che proporranno un viaggio fra le eccellenze – dai formaggi ai salumi, passando per il vino, dolci e tanto altro ancora – del territorio e non solo.

 

Volterragusto: non solo tartufo

Tantissimi gli appuntamenti collaterali in calendario: si va dal pittoresco Palio dei Caci volterrani (rievocazione inserita nell’albo delle manifestazioni storiche toscane) sino alla visita in tartufaia (presso la tartufaia della zona di San Quirico), evento aperto a tutti i curiosi che permetterà di scoprire dove nasce il tartufo ma anche come si può trovare e riconoscere.

Da segnare assolutamente in agenda è l’incontro a VolaterrA previsto per GIOVEDI 1 Novembre dalle ore 15.30: “Il sigaro toscano abbinamento ai grandi Vini santi Toscani”. L’evento è organizzato dal Fisar – delegazione storica di Volterra e l’associazione Amici del Toscano.

Da segnalare anche la presenza della chef RUBINA ROVINI che SABATO 3 novembre sarà dietro ai fornelli per una cena di beneficenza realizzata all’interno del Maschio della Fortezza Medicea di Volterra.

Infine sarà assegnato il Premio Jarro 2018, riconoscimento dedicato a chi in ambito professionale si è distinto nella divulgazione della cultura della buona tavola. Quest’anno il premio sarà conferito a ROBERTO CIPRESSO, consulente enologico di esperienza e fama internazionali e da anni apprezzato scrittore di libri dedicati al mondo del vino.

Per la città etrusca è davvero un momento di grande fermento. Nei due finesettimana consigliamo la visita a Volterra anche agli appassionati di grandi serie tv, infatti proprio durante le giornate di VolterraGusto larga parte del centro storico sarà occupata dalla troupe della serie “I Medici”, con registi e attori al lavoro per la realizzazione dell’attesissima terza stagione.

Volterra, la città dei misteri e delle streghe

Volterra è una città densa di misteri. Non sarebbe esagerato affermare che per noi Halloween è un evento che si svolge tutto l’anno. Ma certamente con l’arrivo dei primi freddi, delle nebbie, una passeggiata nella nostra città può diventare davvero densa di suggestioni.

A prima vista si potrebbe dire che l’indissolubile legame volterrano nasce con la cultura misterica etrusca e con un sanguinoso passato medievale, i quali hanno sicuramente alimentato la sua dimensione esoterica. Ma c’è dell’altro.

Dove affondano veramente le origini della magia volterrana e delle energie oscure che ne impregnano strade e mura?

Le streghe di Volterra

Pare che proprio a Volterra sia vissuta la prima strega di cui si ha memoria storica. Il suo nome era Aradia, figlia della Dea Diana, inviata sulla terra dalla madre per insegnare le arti magiche agli umani, che in quel tempo pativano povertà, malattie e carestie. Ma non finisce qui… una nuova Aradia venne alla luce a Volterra il 13 agosto 1313. La Chiesa la condannò e la imprigionò, ma il giorno dell’esecuzione la sua cella fu trovata vuota.

Le leggende narrano che le streghe di Volterra erano le più potenti d’Italia e si riunivano ogni sabato nei pressi del masso della Mandringa, un sasso con una crepa, sotto al quale scorrono le limpide acque di una fonte, e che veniva usato, secondo le leggende locali, per riti satanici. Quella stessa fonte che di giorno era sempre animata da donne e bambini, il sabato sera si trasformava in un luogo spettrale. Potete già immaginare nebbie, freddo pungente e versi di civette che facevano da sfondo a questi sabba.

Anche il poeta Gabriele D’Annunzio fu affascinato da queste storie, e scrisse del masso della Mandringa.

“Chi sciacqua le lenzuola alla Docciola, convien che l’acqua attinga alla Mandringa”

“Era però il sabato notte, poco prima che l’orologio di Piazza scandisse la fine di un altro giorno, un fruscio lento e rabbrividente penetrava l’aria già greve e pregna di zolfo, seguito da un brusio che, sempre più marcato ed intenso, faceva da macabro preludio alla vorticosa danza delle streghe. Le donne e i ragazzi ascoltavano terrorizzati nel dormiveglia le voci stridule e sghignazzanti delle streghe e, quando il lugubre stridio della civetta e il lamentoso miagolio dei gatti annunciavano l’arrivo di altre entità malvagie, neppure gli uomini avevano il coraggio di uscire di casa. Sull’orlo delle Balze, un’altra notte di tregenda si stava consumando in onore del Principe delle Tenebre, ai piedi delle antiche mura, fra il sacro tempio dei Patroni e il diruto cenobio dei Camaldolesi”. 

A spasso tra i misteri

La leggenda, il mistero, l’occulto a Volterra lo si respira sin nei vicoli più nascosti. Merito anche di una curiosa toponomastica che rimanda a fatti e personaggi di cui oggi si è persa memoria, ma di cui possiamo ancora immaginare i connotati oscuri. Troviamo richiami espliciti a personaggi sinistri e sofferenti: vicolo delle Streghe, chiasso delle Zingare, vicolo castrati oppure vicolo degli abbandonati.

Continuando, poi, l’itinerario per il centro storico di Volterra, ci imbattiamo anche in zone i cui nomi ricordano luoghi di detenzione o di morte, come vicolo delle Prigioni e via delle Prigioni, strada vicinale Podere smorto, via Vecchi ammazzatoi, via dei Laberinti, piazzetta degli Avelli. Non mancano anche toponimi che rimandano a passioni clandestine come via Coda rimessa, il cui significato alludeva ad incontri con prostitute.

 

Cinema e romanzi

La Volterra misteriosa è stata anche in tempi moderni luogo di ispirazione, soprattutto per la cinematografia italiana. Basti ricordare “Ritratto di donna velata”, la celebre miniserie TV andata in onda negli anni 70 sulla RAI, che ebbe ascolti altissimi per l’epoca. Ebbene, quelle misteriose apparizioni, quei personaggi venuti dal passato, quei morti inspiegabili ed inquietanti coincidenze avevano trovato ambientazione proprio a Volterra.

Volterra torna a far parlare di sé nella saga di Twilight: nel volume New Moon si parla della presenza a Volterra dei Volturi, una famiglia di potenti vampiri. Tuttavia solo i veri volterrani e poi altri sanno che nella versione cinematografica le riprese sono state effettuate a Montepulciano (e non a Volterra) per motivi logistici.

Non ultimo “Passato remoto”, un recente giallo dell’autore pisano Vittorio Cotronei, ambienta proprio a Volterra alcune delle indagini che porteranno alla soluzione di un suicidio. Un libro dove non solo compaiono i misteri etruschi, ma anche storie di strane apparizioni aliene. Assolutamente da leggere!

 

Misteri odierni, ovvero il fantasma del vescovo

Se pensavate che i misteri di Volterra finissero qui vi sbagliavate. Infatti di recente ha fatto notizia la presenza di un fantasma nei vecchi corridoi del Seminario di Sant’Andrea.

In città già da qualche anno si parla di un’oscura presenza, per alcuni, un vescovo, per altri, un cardinale, che si aggirerebbe nei corridoi e nelle stanze dell’albergo che un tempo era il seminario vescovile. Pare che siano stati sia volterrani che turisti stessi testimoni di questo incontro. Lo spettro dell’alto prelato sarebbe stato visto sempre seduto, in stato contemplativo e assorto, su un’antica poltrona di una camera. Qualcuno l’aveva scambiato anche per un quadro, salvo poi accorgersi che con uno scatto inconsulto muoveva il volto.

Halloween a VolaterrA

Se sarai a Volterra la sera del 31 ottobre potrai festeggiare la notte di Halloween a Volaterra, un locale suggestivo a pochi metri da Piazza dei Priori. La location naturale per trovare atmosfere medievali e mistero, ma anche prodotti tipici scelti con cura e i migliori vini della Toscana. Per l’occasione sarà allestita una serata a tema. Vi aspettiamo nel cuore del mistero!

Passato remoto di Vittorio Cotronei. Un giallo tra le tombe degli Etruschi

Cosa c’entrano gli avvistamenti UFO con l’antica civiltà etrusca che aveva in Volterra una delle sue roccaforti? Che dinamiche possono nascere quando il proprio passato personale torna a riaffacciarsi sotto forma di volti dentro un bar di provincia? A queste domande potrebbero rispondere le pagine di “Passato remoto”, la nuova indagine di Marino Maltese, personaggio nato dalla penna dello scrittore Vittorio Cotronei.

Dopo “Andalù” lo scrittore pisano torna con un nuovo libro che ha le caratteristiche del giallo ma anche del romanzo introspettivo. L’ambientazione scelta da Cotronei si espande in una triangolazione tra Pisa, Volterra e la costa livornese. Il suicidio del Modesti, pensionato della Solvay e noto bracconiere, sarà il motore degli eventi che porteranno l’ufologo Marino Maltese ad indagare “in casa”. Il paese in cui avviene la tragica vicenda iniziale, Poggio Primo Marittimo, non è un luogo qualunque: infatti è uno dei luoghi della giovinezza del protagonista. Lì ritrova i suoi vecchi coetanei diventati adulti, nuovi compagni d’avventura e la presenza-assenza del caro amico “Remirez” scomparso anni prima.

Un libro che si legge tutto d’un fiato, dove all’azione dell’indagine fa da contrappeso il problematico rapporto del protagonista con il suo passato. E poi c’è la grande cornice storica degli Etruschi e il mito di Tagete, che in qualche modo c’entrano con il suicidio del Modesti, ma anche con una serie di strani incontri che si consumano in piena notte nel bosco.

Vi raccomandiamo di non mancare all’appuntamento con l’autore domenica 28 ottobre 2018, alle ore 18.00, presso Volaterra (via Giusto Turazza 5, Volterra). La presentazione vedrà anche la presenza di Fabrizio Bartelloni insieme al prof. Daniele Luti.

Abbiamo raggiunto Vittorio Cotronei prima dell’evento per fare qualche chiacchiera sul suo nuovo libro e anche per chiedergli qualche curiosità nata dopo la lettura di “Passato remoto”. 

Diversamente da molti romanzi gialli il protagonista di “Passato remoto” (oltre che di “Andalù”) non è un poliziotto ma un ufologo. Come è nato il personaggio Marino Maltese?

Il personaggio Marino Maltese nasce dalla voglia di scostarsi e diversificarsi dalla moltitudine di commissari che popolano le librerie italiane ed è ispirato ad ufologi in carne ed ossa come Giorgio A. Tsoukalos e Erich von Däniken.

La gran parte del tuo romanzo si svolge tra il paese immaginario chiamato “la cittadina” (ipotetico paese costiero in provincia di Livorno), Poggio Primo Marittimo, ma anche Pisa e Volterra. Come in “Andalù”, anche in “Passato remoto” le tue pagine hanno una forte connotazione territoriale, non solo per i paesaggi e i luoghi ma anche per i tipi umani che compaiono. Marino Maltese potrebbe esistere solo in questo angolo di mondo?

Questo angolo di mondo fa parte dello stesso Marino Maltese. Siamo noi e le nostre circostanze, lo diceva José Ortega y Gasset.

L’ufologia compare nel tuo romanzo non tanto come narrazione di avvistamenti, quanto come “religione” o atteggiamento nei confronti dell’ignoto. È una consapevolezza di Marino Maltese oppure dell’autore Vittorio Cotronei?

Non mi interessa tanto l’ufologia quanto gli ufologi, la loro personalità come quella di tutti i complottisti in generale.

Sono tante le citazioni che fai all’interno del tuo romanzo di libri pubblicati nella catena Urania. Oltre ad essere i libri preferiti di Marino Maltese sono anche i tuoi?

Certo! “LE COMUNI DEL 2000” di Mack Raynolds e “ANTIGRAVITAZIONE PER TUTTI” di Bob Shaw fanno parte dei miei libri preferiti in assoluto.

Esiste davvero una birreria che si avvicina alla descrizione del Due Lune di “Passato remoto”?

Il Due Lune esisteva. Si chiamava Pino Solitario, a Marina di Cecina. Là ho passato l’intera giovinezza.

Ci sono delle ritualità che rispetti prima di scrivere o quando scrivi?

Non ho particolari riti se non isolarmi completamente dal resto del mondo.

Ci sono possibilità che il protagonista Marino Maltese abbia ulteriore sviluppo con un altro volume?

Certo, vorrei finire la trilogia ambientandolo a Volterra, un’indagine su Fernando Nannetti aka NOF4.

Il teatro romano e l’acropoli etrusca, un giro nel passato di Volterra

Non lontano dalle mura della città, sulle pendici settentrionali di Volterra, si affaccia l’area archeologica di Vallebuona.
Le indagini archeologiche hanno precisato le diverse fasi di costruzione: in età etrusca vi erano semplici opere di contenimento del territorio, in epoca romana invece la zona fu soggetta ad un’intensa attività urbanistica che vide la costruzione di un importante complesso monumentale composto da un teatro ed un impianto termale di cui oggi è possibile vedere i resti.
Gli scavi di questa zona ebbero inizio negli anni ’50: durante i lavori è stata rinvenuta buona parte di un’epigrafe dedicatoria del teatro, conservata oggi al Museo Guarnacci; questa ci racconta che furono due consoli ai tempi di Augusto e Tiberio, membri della famiglia volterrana dei Caecinae, a costruire a loro spese il teatro tra l’1 a.C. e il 20 d.C.

Ecco cosa devi sapere sul Teatro romano!

Seguendo l’ingresso per i visitatori, si arriva ad una galleria coperta che permetteva l’accesso del pubblico romano alla zona delle gradinate, costruite su un pendio naturale e composte rispettivamente da nove e dieci file di sedili, pari a circa 2000 spettatori.
Al di sopra della galleria, vi sono i resti di una grande terrazza, entrata originaria del teatro, con al centro tre esedre dove, secondo i costumi dell’epoca, dovevano essere esposte le statue dei membri della famiglia imperiale.

Ai piedi delle gradinate, troviamo un semicerchio delimitato da un muretto, dietro al quale si trova il proscenio, lo spazio in cui si muovevano gli attori.
Il teatro romano cessò la propria attività alla fine del III secolo d.C., probabilmente a causa del terremoto che ne distrusse la maggior parte. I materiali distrutti furono riutilizzati tra la metà del III e il IV secolo d.C., per la costruzione di un grande impianto termale di cui oggi abbiamo soltanto la parte inferiore dei muri ed alcuni mosaici.

Camminiamo insieme nell’Acropoli!

L’area dedicata all’acropoli è molto vasta: il parco Fiumi è la principale zona verde della città, un grande parco urbano situato a ridosso della fortezza medicea.

L’area è sempre stata occupata da edifici di culto frequentati dagli abitanti.

Abbiamo pochi reperti sulla fase antica dell’acropoli: il più antico è databile al VII secolo a.C. e si tratta di resti di mura. Da questa data in poi, inizia la costruzione della città vera e propria, quando gli abitanti delle città vicine iniziarono ad unirsi formando un unico grande insediamento. La scarsità di resti è dovuta alla natura dei materiali utilizzati per la costruzione degli edifici come il legno, la terracotta e l’argilla cruda.

Gli edifici principali sono due templi, chiamati tempio A e tempio B: il primo del quale rimane la muratura del podio, è composto da blocchi quadrati in pietra; il secondo si ergeva anch’esso su un podio e vi si accedeva tramite una scalinata della quale conserviamo solo uno scalino.

Per maggiori informazioni sulle visite contatta il Consorzio Turistico di Volterra all’indirizzo info@volterratur.it

L’oro verde della Toscana: l’olio extra vergine d’oliva

La Toscana è spesso definita come un vero e proprio paradiso terrestre, un equilibrio perfetto tra natura e arte, in cui la mano dell’uomo sembra non aver sfiorato i paesaggi di questa meravigliosa regione.
È proprio da questi terreni che nasce l‘olio extra vergine d’oliva (EVO), un prodotto pregiato che porta la Toscana in giro per il mondo.

Come viene prodotto l’olio extravergine d’oliva toscano?

La raccolta delle olive avviene alla fine del mese di Ottobre: una volta accertato il giusto grado di maturazione, le olive vengono staccate manualmente dai rami e fatte cadere su reti sistemate appositamente sotto le piante, ripulite e trasportate al frantoio nell’arco di 48 ore.

Le olive toscane offrono una vasta gamma aromatica che varia in base alla loro collocazione geografica: le loro caratteristiche fanno sì che il sapore vada dal piccante al deciso, con sfumature dall’amaro al fruttato e il loro colore vari dal verde al giallo.

L’olio extra vergine d’oliva toscano è un olio di primissima qualità e per garantire questa originalità viene costantemente sottoposto a controllo di certificazione.

Caratteristiche dell’olio extravergine d’oliva toscano

La particolarità di questo olio, ad indicazione geografica protetta, prevede che le fasi di produzione delle olive, di frangitura e d’imbottigliamento debbano avvenire esclusivamente nell’ambito amministrativo della Regione Toscana.

Per le sue proprietà benefiche, l’olio toscano è diventato ormai da anni il condimento principe della dieta mediterranea e le ricetta più semplice per gustarlo al meglio è la fettunta toscana, una specialità della tradizione toscana che consiste in una fetta di pane arrostita condita con aglio, sale, pene e ovviamente olio d’oliva.

Appena lo assaggerai non saprai più farne a meno!

Dove acquistare un ottimo olio extravergine d’oliva toscano?

A proposito di olio, ai piedi di Volterra troviamo il “Frantoio dei colli Toscani”, un’importante azienda olearia che produce olio dal 1996 in cui il gusto della tradizione e la ricerca estrema della qualità danno come risultato un prodotto unico ed eccellente. Potrai acquistare i prodotti del frantoio presso il bistrot Volaterra, a pochi passi da Piazza Priori oppure nella sezione shop online del sito https://www.volaterra.it/

 

Volterra, amori e vampiri: Il tour di New moon

Volterra, città misteriosa e affasciante.

New Moon, una storia di amore al di là di ogni confine sovrannaturale.

E’ Volterra, città emersa dal passato, il luogo in cui l’umana Isabella (Belle) e il vampiro Edward si ritrovano riprendendo il percorso del loro amore interrotto.

Tornare sulle tracce dei luoghi in cui sono state girate le principali scene, ritrovare le pagine del romanzo di Stephenie Meyer nei vicoli di Volterra, sentire il fruscio dei mantelli dei Volturi e immaginare che sotto i tuoi piedi ci sia una città sconosciuta … oggi è possibile!

Prenota il Tour di New Moon, una visita guidata di un’ora e mezza sui luoghi del ventesimo capitolo del secondo libro con un finale a sorpresa nei sotterranei dei Volturi.

Per maggiori informazioni, contatta il Consorzio Turistico di Volterra e della Val di Cecina all’indirizzo info@volterratur.it

Ex Manicomio psichiatrico di Volterra

L’ospedale Psichiatrico di Volterra nasce nel 1887 nella zona di Borgo San Lazzero con l’intento di diminuire il numero di ricoverai presenti nell’Ospedale di San Niccolò a Siena direzionati appunto verso Volterra.

Nell’aprile del 1900 la Congregazione di carità decise di affidare l’incarico di psichiatria prima e di Direttore poi a Luigi Scabia che strinse contatti con molte amministrazioni provinciali per ottenere la custodia di pazienti provenienti dalle province di Pisa, Livorno, La Spezia, Savona e dalle province di Viterbo, Nuoro, Rieti e parte della provincia di Roma. Le presenze giornaliere passarono quindi dalle 150 del 1900 alle quasi 5000 nel 1939.

La crescita esponenziale dei ricoverati portò così alla necessità di costruire nuovi padiglioni moderni e funzionali battezzati con i nomi dei più celebri studiosi, come ad esempio i padiglioni Charcot e Ferri.

Manicomio di Volterra: l’idea e il progetto

L’idea di Scabia, figura fondamentale per la nuova visione di questo genere di strutture, era quella di far apparire il manicomio come un villaggio: l’ospedale era infatti dotato di strade interne che collegavano tra loro i padiglioni, di un proprio acquedotto, di un impianto di illuminazione autonomo, di fognature, rotonde, giardinetti e arredi urbani.

In questa idea di villaggio, il malato doveva sentirsi libero di agire, per questo vennero costruite una falegnameria, un panificio, una lavanderia , un’officina elettrica, e altre botteghe in cui i degenti lavoravano; negli anni ’50 i inoltre collaborarono anche agli scavi dell’area archeologica.
Per capire l’ampiezza di questa autonomia, basti pensare che venne istituita una moneta ad uso esclusivo dei ricoverati per gli acquisti all’interno dell’ospedale.

Chi è NOF4?

Un internato, un pittore, un graffitista, un uomo.

Oreste Fernando Nannetti è l’autore dei graffiti considerati un capolavoro dell’Art Brut.

Non sappiamo molto sulla sua storia, certo è che nel 1948 viene processato per oltraggio a pubblico ufficiale e prosciolto per vizio totale di mente; nel 1958 arriva all’ospedale psichiatrico di Volterra dove risiederà fino alla chiusura dello stesso.

Nannetti, abbandonato da tutti i parenti, era convinto di essere un “astronautico ingegnere minerario, colonnello astrale, scassinatore nucleare“ o “Nannettaicus Meccanicus – santo della cellula fotoelettrica”. La sigla NOF4 corrisponde alle iniziali del nome, il “4” corrisponde al numero di matricola ricevuta all’entrata della struttura.

Nannetti, negli anni di internato, inciderà le sue idee e i suoi pensieri sulla parete esterna del Manicomio: per i graffiti utilizzerà la fibbia del suo panciotto, proprio come fosse un pennello.

Centottanta metri e ventidue centimetri di onde radio, formule, metalli, stelle, razzi, città e simboli.

Il murales, che abbraccia gran parte dell’ospedale, conoscerà la notorietà soltanto grazie alla Legge Basaglia del 1978 che porterà alla chiusura dei manicomi.

Com’è oggi l’ ex ospedale psichiatrico?

L’Ospedale psichiatrico viene chiuso nel 1978 con la legge n. 180 comunemente conosciuta anche come legge Basaglia. Oggi l’enorme complesso è in uno stato di degrado avanzato e così, purtroppo, anche parte del capolavoro del Nannetti.

La struttura, pericolante e fatiscente, è chiusa al pubblico se non per alcune aperture straordinarie organizzate da alcuni enti.

Foto testata di Elisa Valdambrini

Serie TV “I Medici”: La terza stagione ancora a Volterra

Volterra sarà ancora lo scenario della terza stagione della fortunata serie TV prodotta dalla RAI de “I Medici”.

Questa è la notizia che fans e curiosi aspettavano da mesi: la serie televisiva che ha raccontato ai telespettatori il Rinascimento italiano e la famiglia che ne ha fatto da padrona, ha riconfermato Volterra come location ideale per le riprese della nuova serie, una Firenze medicea ricostruita ad arte tra le vie del centro volterrano.

Le notizie sul casting sono ancora top secret, una novità però è certa, ci sarà un cambio in regia: dalle prime due stagioni seguite da Frank Spotnitz, si passa nelle mani di Christian Duguay che ha alle spalle film importanti come “Belle e Sebastian”, “Coco Chanel” e “Sotto il sole di Roma”.

La produzione si è innamorata perdutamente della città di Volterra ed è rimasta positivamente colpita dal sostegno e dall’aiuto ricevuto dai volterrani che hanno permesso di lavorare alle riprese come se fossero realmente isolati dal resto del mondo moderno.

 

Vi raccontiamo una curiosità!

La LuxVide, casa cinematografica produttrice, ha commissionato la realizzazione di dieci costumi d’epoca di alcuni personaggi della fiction a dodici sarte del Comitato delle contrade organizzando un workshop sotto forma di stage/laboratorio durante i quali si potranno anche imparare tecniche, segreti e modalità di taglio e cucito.

Quando inizieranno le riprese de “I Medici”?

Con molta probabilità, le riprese inizieranno il prossimo Ottobre in concomitanza con la messa in onda della seconda stagione.

Vuoi vivere un’emozionante esperienza nei luoghi in cui sono state girate le principali scene della fiction?

Non perderti “I Medici a Volterra: tra fiction e realtà”, un Tour di Volterra che si ripete ogni lunedì alle 18:00 dal 01/06 al 30/09.

Per maggiori informazioni ti invitiamo a consultare il sito dell’ufficio Turistico di Volterra http://www.volterratur.it/

Mostra mercato del Tartufo Nero

È tutto pronto per la prima edizione della Mostra mercato del tartufo nero organizzata dall’associazione Tartufai dell’alta Val di Cecina e dal comune di Volterra. Domenica 29 luglio 2018 l’oro nero approda infatti nella magica atmosfera di Volterra.

Dove si terrà la mostra mercato?

L’evento si svolge nella piazza principale di questo meraviglioso borgo medievale, Piazza Priori: dalle ore 10.00 alle ore 20.00 è possibile degustare il pregiatissimo tartufo nero accompagnato da altri prodotti di alta qualità.

Che cos’è il tartufo nero?

Il tartufo è una prelibatezza gastronomica famosa in tutto il mondo; ne esistono tre principali tipologie, distinte per stagionalità e qualità: tartufo bianco, presente nella zona di San Miniato, il tartufo nero, tipico della zona volterrana, e il tartufo Bianchetto.

Il tartufo nero, re di questa manifestazione, ha un colore interno che varia dal nocciola al giallo sporco mentre il peridio, la parte esterna, è invece ricoperta da verruche piramidali di colore scuro.

Il calore ne esalta ogni sapore.

La rassegna nasce per far conoscere le caratteristiche di questo prodotto meno conosciuto rispetto ad altri e soprattutto per sottolineare le opportunità economiche derivanti dalla coltivazione di un tartufo che trova nei terreni volterrani il proprio habitat preferito.

Il Venerdì a Volterra diventa diVino!

Al tramontare del sole Volterra è uno spettacolo!

Il vino è una caratteristica e una conoscenza di Volterra e per i volterrani fare l’aperitivo è un vero e proprio evento.

Per offrire un venerdì a Volterra diverso e imperdibile, il Bistrot Volaterra si è inventato un incontro tra vino e cibo, un’esperienza sensoriale che prende il nome di “Incontro Divino”.

Che cos’è l’ Incontro diVino?

Si tratta di un Venerdì all’ insegna della conoscenza del gusto: degustazioni di vini locali, bianchi, rossi e rosè, accompagnati da assaggi di prodotti tipici volterrani, come formaggi stagionati, salse e salumi.

Un evento sensoriale nato principalmente dall’esperienza e dall’amore culinario di alcuni esperti che sanno consigliare e creare fantastici accostamenti sempre diversi.

Dove si tiene l’Incontro diVino?

Questo è l’aperitivo che troverai da Volaterra, un Bistrot a pochi passi da Piazza dei Priori moderno ma allo stesso tempo tradizionale in cui gusterai la storia del territorio abbracciata dal fascino della città medievale.

Per avere maggiori informazioni sul programma dettagliato di ogni evento puoi consultare il sito www.volaterra.it

 

Gruppo storico sbandieratori e balestrieri

Volterra, luogo fertile per narrare storie passate, si presenta arroccata e antica come se volesse estraniarsi dal mondo moderno in continuo. Questo suo essere chiusa e riservata, attrae migliaia di turisti che entrandovi per la prima volta rimangono increduli dall’atmosfera che li circonda improvvisamente.

Ti piacerebbe fare un salto nel Medioevo e ritrovarti tra artigiani, sbandieratori e balestrieri?

Questo sarà possibile se vorrai a visitare Volterra tra il 25 agosto e il 9 settembre!

Il Torneo tra sbandieratori a Volterra

Dopo il successo dell’edizione 2017, torna a Volterra il consueto appuntamento del Torneo tra sbandieratori che in questa edizione del 2018 festeggia il quarantesimo anniversario dalla nascita del Gruppo, il cui scopo è quello di riproporre le tradizioni medievali volterrane, simboli storici e radici della città.

Iniziato il 2 aprile con l’ Omaggio di Primavera e proseguito il 23 giugno con il XXXVIII Astiludio, il 25 agosto verranno inaugurate in successione quattro esposizioni che rimarranno aperte fino al 9 settembre e che avranno come palcoscenico le location più significative per il Gruppo, come la biblioteca e l’archivio comunale, Palazzo Priori, la Casa-Torre Minucci e la Pinacoteca.

In questo tuffo nel passato potrai ammirare i meravigliosi abiti del passato che l’associazione mette in mostra su dei manichini.

Il 2 settembre ci sarà l’ Astiludio Straordinario del Quarantennale in cui verrà rievocato l’Astiludio così com’era concepito nelle prime 25 edizioni: assisteremo ad eleganti e magici giochi di bandiere che valutati da una giuria popolare, dovranno esibirsi nelle figurazioni tipiche di ogni scuola di bandiera.

I costumi delle contrade di Volterra

Volterra si vestirà quindi di costumi diversi:

  • il bianco e il rosso per Porta Selci,
  • il giallo e il rosso per Sant’Agnolo,
  • il rosso e il blu per la contrada Santo Stefano,
  • il bianco e l’oro per San Giusto,
  • Il bianco, l’azzurro e l’oro per Santa Maria,
  • il verde e il giallo per Porta All’Arco- Sant’Alessandro,
  • il bianco e l’oro per Saline.

Se ti trovi a Volterra o nei dintorni, non puoi assolutamente perderti questa splendida festa medievale, dove salirai sulla macchina del tempo per un viaggio tra storia e cultura!

Volterra AD 1398: L’evento che ti porta nel Medioevo

Come ogni città storica in cui il passato è costantemente intrecciato con il presente, le rievocazioni sono un evento importante e fortemente sentito: per questo Volterra, rimasta uguale nei secoli, è pronta ad immergersi nel Medioevo con la XXI edizione di “Volterra Ad 1398”.

Che cos’è “Volterra AD 1398”

Nelle domeniche del 12 e 19 agosto, volterrani e turisti, potranno vivere a 360° la cultura e le abitudini della Volterra medievale: spettacoli, mercanti, giocolieri, popolani e nobili, soldati e falconieri, trascineranno i visitatori in una dimensione passata ma fortemente viva.

Nel corso di questi ventuno anni sono cambiate molte cose: inizialmente la festa si svolgeva soltanto una domenica di agosto, poi siamo passati all’attuale svolgimento durante la seconda e terza domenica del mese.

Quest’anno il Consorzio Turistico Volterra Valdicecina ha migliorato lo svolgimento e la resa scenografica dell’evento come si può leggere dalle parole del Presidente: “Grazie alla bellissima esperienza che Volterra ha vissuto nel novembre 2017 con la produzione dei “I Medici 2”, dall’edizione 2018 inizieremo ad apportare migliorie e modifiche agli allestimenti”.

Dove si svolgerà “Volterra AD 1398”

Le due principali aree scelte per lo svolgimento delle manifestazioni saranno il centro storico e il Parco Archeologico di Volterra:

  • nel primo, si entrerà in contatto con le attività artigianali e le antiche tradizioni medievali;
  • nel secondo, verrà ricreata l’atmosfera della vita di campagna dai villaggi con i suoi abitanti, ai pastori, all’eremo dei frati e agli accampamenti militari.

Come partecipare a “Volterra AD 1398”

Per calarsi pienamente nel mondo medievale, all’interno della festa sarà possibile acquistare prodotti, cibi e bevande esclusivamente con la moneta che all’epoca era in circolazione sul territorio di Volterra, il “Grosso Volterrano” chiamato semplicemente il “Grosso”, disponibile presso “L’Offizio Cambio”.

Per questa occasione anche i locali del centro torneranno indietro nel tempo addobbando gli ambienti e indossando abiti medievali: non potrai quindi dimenticare una sosta da Volaterra, il moderno bistrot che per l’occasione si trasformerà nella “Taverna Volaterra” e che saprà prepararti le migliori salsicce arrostite medievali.

 

 

 

 

 

 

 

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